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27 ottobre 2007

Salari bassi, colpa della precarietà? Ma forse anche di altro...

Se, gli italiani non arrivano più a fine mese, per il Ministro della Solidarietà è solo colpa della precarietà sul lavoro... allora veramente la classe politica italiana vive in un'altra dimensione.

di Winston Smith - smith.laformica@gmail.com

Dobbiamo necessariamente arrivare ad una conclusione e in fretta, così possiamo decidere per il nostro futuro. Il punto è: o la classe politica che abbiamo votato (si perchè sono uno dei coglioni che l'ha votati questi, credendo che fossero di sinistra) proviene da un'altra dimensione... anzi vive in un'altra dimensione, oppure ci vogliono prendere per il...diciamolo: per il culo. 

Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, parlando di salari troppo bassi e di necessità di aumentare redditi e consumi, puntando sull'istruzione dei giovani che, non devono pagare il prezzo della flessibilità del lavoro, avrebbe suscitato reazioni, alquanto discutibili, dal mondo economico e dai sindacati, in piazza durante la manifestazione del dissenso degli statali. (Piccola parentesi sugli statali: se andiamo a vedere a quanto ammontano gli incrementi di stipendio per questa categoria, trattata peggio degli operai - con rispetto per questi ultimi, si intende - ci viene da ridere ... ma agli statali vien da piangere!).

Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà (solidale con se stesso e con i suoi simili) ritiene che la causa dei bassi salari, sia la precarietà nel mondo del lavoro. Ma chi è sto genio? Nessuno ancora riesce a dire pubblicamente che l'entrata dell'Italia nell'unità monetaria europea ha fatto più danni che altro? Nessuno pubblicamente chiede, e si dovrebbe farlo a gran voce, il controllo sui prezzi al consumo? Spiegateci perchè una giacca North Face (la marca non la citiamo per pubblicità) viene pagata al consumatore "l'ira di dio" in Italia, mentre in Mongolia costa l'equivalente di 30 euro. Considerato che il luogo in cui la producono è lo stesso (e non è di certo la Mongolia) dovrebbe costare non proprio 30 euro in Italia, ma quasi...
L'Ungheria... che nostalgico paese... fa parte della Comunità Europea, ma non ha aderito all'unione monetaria. Budapest, ottima capitale per una vacanzina a capodanno: costo del soggiorno...256 euro volo, vitto e alloggio compresi...Secondo chi c'è stato: con l'equivalente di 100 euro in fiorini ungheresi ci campi per una settimana... Ciò significa che l'Euro, non arrivando in Ungheria, ha salvato questa nazione dal tracollo. Noi italiani dobbiamo invece sempre seguire l'onda, credendo di rimanere arretrati...

Sui salari, sulla precarietà è intervenuto anche Paolo Cento (cento euro), sottosegretario all'Economia. A Repubblica ha dichiarato: «I problemi esposti oggi da Mario Draghi sono condivisibili, ma occorre coerenza, riconoscendo il fallimento delle politiche liberiste e la necessità di aprire una nuova stagione di redistribuzione delle risorse, anche usando la leva fiscale, e di un intervento sui profitti; le scelte fatte dal governo e dalla maggioranza negli ultimi mesi sono improntate alla consapevolezza dei problemi esposti da Draghi ma resta ancora incomprensibile la scelta di non intervenire sulla tassazione delle rendite. Inoltre, l'aumento dei consumi non è affatto una ricetta perché i nodi restano quelli della qualità dello sviluppo ecocompatibile».

Se c'avete capito qualcosa, fateci un fischio. Aumento dei consumi? Forse non abbiamo capito bene... o forse abbiamo capito benissimo e l'impressione è sempre quella che ci prendano per il culo. Ma chi deve aumentare i consumi? Non certo gli italiani... anche perchè se aumentano i loro consumi la nazione finisce veramente come l'Argentina. 

Guglielmo Epifani, sempre a Repubblica ha dichiarato, qualcosa forse indotto dal senso di malcontento generalizzato della popolazione: «Tutti dicono le stesse cose, poi però dicono che i margini non ci sono. Bisogna invece che chi ha responsabilità, oltre a dire come noi che c'è un problema, dia anche delle indicazioni per risolverlo. Noi chiediamo meno fisco per il lavoro dipendente, equità e rinnovi dei contratti nei tempi giusti. Non si può non usare il fisco per il lavoro, rimandare i contratti e poi lamentarsi dei salari che sono troppo bassi. Questo è inammissibile». Su quest'ultima frase diamo ragione ad Epifani, ma sopratutto: a lamentarsi dei salari bassi, non possono essere di certo politici e governatori di banche nazionali... è il colmo!
Cioè si lamentano dei salari bassi, quelli che hanno stipendi da favola? E come puoi sbagliarti? Siamo in Italia...

La classe politico - dirigente è totalmente scollata dalla società italiana, ma sopratutto estranea a quelli che sono i reali problemi della nazione. In meno di un mese: un vecchietto è stato sorpreso in un supermarket dopo aver rubato un pacco di pasta, è poi scoppiato in lacrime dicendo che non ce la faceva ad arrivare a fine mese; un uomo si è suicidato perchè non riusciva a pagare il mutuo; un padre di famigli ha fatto prostituire sua moglie, madre di due bambini di 7 e 8 anni. E' vero che ci sono famiglie che per mantenere "i vizi" contraggono debiti ovunque, senza badare troppo a quello che potrebbe accadere. Ma è anche vero che tre casi del genere sono veramente troppi in poco più di un mese. Non bastano come campanello d'allarme?
Qualcuno ha detto: sono casi isolati. Già, sono isolati forse solo perchè la maggior parte degli italiani in crisi, mostra ancora di avere una dignità ed evita di compromettere la propria reputazione, sforzandosi di non andare a rubare o fare altre "cazzate".

La classe politica si è sostituita alle classi nobili di tempi ormai andati. Non è così? Allora perchè percepiscono stipendi da favola? (la politica italiana costa più di quella della Casa Bianca). Dopo il mandato un politico va in pensione, con un mensile da capogiro... manco avesse versato i contributi. Un poveraccio dopo 40 anni di duro lavoro, va in pensione con una miseria. E poi ci vengono a parlare di stipendi bassi. Ma andassero a cagare... scusate: ma quando ci vuole ...ci vuole!

Poi ne parlano pure in televisione, credendo che non riusciamo a stupirci. Sentendoli ci cadono continuamente le braccia... e pure qualche altra cosa.

Se si va di nuovo a votare, "non voto"... tanto i membri dell'oligarchia politica italiana, oggi, si son ridotti a farsi la guerra come tra Guelfi e Ghibellini... e il popolo sta sempre sotto a guardare. La politica è come il calcio: tifiamo per una squadra, ma se vince o perde... a noi poveracci cosa ce ne viene in tasca? Nulla...





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25 ottobre 2007

Adesso che ho visto tutto potrei pure ...

... potrei pure lasciare questa valle di lacrime.

di Winston "sono stanco" Smith - smith.laformica@gmail.com

Ci mancava solo lui... con le sue canzoni tutte uguali, pieni di "sceneggiata napoletana" tutte simili alla leggenda "d'o zappatore" ... baciame sti mmane!

Di chi parlo... non lo voglio fare il nome... mi fà venire la nausea solo a nominarlo... no!!! Non centra nulla il fatto che sia napoletano... ho un sacco di amici a Napoli... è il fatto che la sua musica mi fa... oddio non posso dirlo...

Comunque il punto è che mi perseguita: ascolto, jazz, blues, rag time, hard rock, heavy metal... classica... tutto insomma... tranne lui... e lui che fa? Mi segue!!! Pure su internet!!!!

Non ci credete: gli hanno dato pure due blog. Uno su tv sorrisi e canzoni, l'altro su Ok Notizie... perchè lui da solo non se li sapeva aprire...
Sono rispettivamente un blog... e un videoblog...
Di chi parlo?? NoooooOooOOooOoOooooo.... non lo dico, altrimenti mi sento male...
guardate da soli ai seguenti indirizzi internet...

http://www.sorrisi.com/sorrisi/diretta/art023001033620.jsp
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=60200829e8e1e204




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21 ottobre 2007

Un pool bipartisan a favore della legge Biagi? Nessuna meraviglia poi se i precari sputano in faccia ai politici

di Winston Smith - smith.laformica@gmail.com

Ieri "Il Velino" titolava: «Scende in campo il fronte bipartisan che difende la legge Biagi». BIpartisan? Ma allora è vero quello che la gente dice ormai: tra un governo Berlusconi e un governo Prodi, l'unica differenza è il ritmo con cui vengono dette le fandonie. Berluska le spara alla velocità della luce, Mortadella le racconta lentamente al punto di farle sembrare fiabe per bambini... con gli stessi effetti collaterali che portano alla sonnolenza.
Ci chiediamo se ci sia veramente una differenza tra queste due tipologie di governo... cerchiamo, ricerchiamo... non ne troviamo... il motivo? Semplice: perchè Prodi e Berlusconi provengono da diverse branche di una vecchissima politica, oseremmo dire da "paleo-politico", che non è nient'altro che quella della Dc dei bei tempi (belli per loro!).

E la stampa che fa? Manco fossero giornali di partito! I giornalisti sembrano tutti lobotomizzati: scrivono (e leccano - scusate ma  così) manco fossero dipendenti di questi signori che, alla fine, dopo il voto, finiscono sempre col prenderci per i fondelli.

Ma si può essere così accondiscendenti? "Il Velino" ieri ha scritto: «La legge Biagi ed il pacchetto Treu sono leggi di modernizzazione e insieme hanno creato, in dieci anni, circa 3 milioni di nuovi posti di lavoro. Nel giorno della manifestazione di piazza organizzata dalla sinistra radical contro le misure decise dal governo con il protocollo sul welfare è questo il messaggio che giunge dal teatro Caprinica di Roma da parte del “Comitato per la difesa e l’attuazione della Legge Biagi”. Evento assolutamente bipartisan, al quale ha aderito un largo fronte trasversale riformista comprendente la Cisl e la Uil e che ha ricevuto l'imprimatur di Silvio Berlusconi».
Noi formichine non sappiamo più cosa pensare. Eppure certi giornalisti dovrebbero saperlo che ormai, l'informazione viene tenuta costantemente sotto schiaffo dai lettori. Eppure ci sono giornalisti - che credono purtroppo d'esser ancora tali - che continuano a farci ingoiare le idiozie che scrivono.
Fortunatamente, solo l'80% della popolazione riesce a credere che Berlusconi sia un progressista. L'altro 20% si ritrova oggetto di scherno dei politici, dei giornalisti e dell'80% di ignoranti che vanno ancora dietro, come tante percore, alla combriccola dei furbetti.
Quando leggiamo il nome di Berlusconi, vicino all'aggettivo "riformista" ci vengono i brividi e diventiamo blu. Stesso effetto quando leggiamo il nome di Prodi, posizionato alla medesima distanza prossimale da quell'aggettivo.

Ma leggete ancora cos'hann scritto sul Velino: «Molto deciso nel difendere l'impianto della legge anche Franco Debenedetti (economista), per il quale il “diritto” a un contratto a tempo indeterminato - l'obiettivo di quanti hanno contestato la legge e cercando di rimetterla in discussione - ha incontrato “qualche difficoltà anche nella repubblica dei soviet”. Ma perchè scusate: l'Italia è una repubblica dei Soviet? Si? Da quando?
Ma le idiozie non sono mica finite lì: «[...] a margine della manifestazione, ha sottolineato (sempre De Benedetti) gli “effetti positivi” della Biagi perchè "ha consentito l'aumento dell'occupazione, con gran parte dei contratti a termine che si sono trasformati a tempo indeterminato". Ma dove? Dove si sono trasformati in contratti a tempo indeterminato? In Burundi? In Mozambico? Ma ce l'hanno questi il coraggio di parlare ai giovani? Crediamo proprio di no, altrimenti i giovani gli sputerebbero veramente in faccia.
Secondo il Velino, l'analisi di De Benedetti, sarebbe condivisa da Luigi Angeletti della Uil. Come fa uno così a fare il sindacalista? Ma dove l'ha fatto il sindacalista questo qui? L'avrà fatto anche lui nella repubblica dei Soviet... Angeletti, avrebbe dichiarato: «Il pacchetto Treu e la legge Biagi vanno difesi perchè hanno portato risultati positivi». Meno male che stava davanti ad un giornalista accondiscendente... se stava in piazza volavano i pomodori... anzi: le lattine di pomodori.

Politici, giornalisti e ... perchè no: sindacalisti, tre categorie i cui rappresentanti probabilmente vivono in un'altra dimensione, ed entrano in questa ogni volta che fanno una apparizione pubblica. Forse non è così... ma non sappiamo darci altra spiegazione, se non quella in base alla quale questi... ci stanno prendendo per il culo a tutti.




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19 ottobre 2007

Garlasco, arrivano Mulder e Scully di X-Files

di Winston Smith - smith.laformica@gmail.com






E noi poveri miseri umani, con braccia e gambe come tutti i piccoli umani di questo universo, con un cervello piccolo come tutti gli umani di questo sconfinato universo... credevamo che Cogne fosse un caso isolato. Invece eccoti spuntare il delitto di Garlasco. 

Nell'Italia delle meraviglie, dove non si riesce ancora a capire se il delitto di Cogne sia opera di Annamaria Franzoni, madre disperata del bimbo ucciso, o di Winnie de Pooh, si stenta a capire chi sia l'autore dell'efferato omicidio di Chiara Poggi. Nell'Italia di "Ris - delitti imperfetti" e di "Ris 2  - delitti sempre ancor più imperfetti", adesso ci si affida al satellite...
L'avete letto su tutti i principali quotidiani, ieri. Secondo il Corriere della Sera, «Un satellite potrebbe aver registrato quello che non hanno visto più di duecento testimoni del caso Garlasco. È come cercare il famoso ago nel pagliaio, questo gli inquirenti lo sanno bene». E' un tentativo, pare voluto dal pm Rosa Muscio. Secondo il Corriere «si cerca di capire se esiste un fermo-immagine (la ripresa di una macchina, una o più persone, una bicicletta...) della mattina del 13 agosto attorno alla villetta di via Pascoli dove Chiara Poggi [...] è stata ammazzata, colpita ripetutamente alla testa con un'arma mai trovata».
La "bella pensata" deriva dal fatto che vicino a Garlasco c'è la base aeronautica di Cameri, «"obiettivo sensibile" sul quale l'occhio satellitare potrebbe essersi fermato proprio quel giorno, proprio nell'arco orario dell'omicidio (fra le 9 e le 12). La base, anche se non è più usata per missioni operative, viene monitorata soprattutto in vista della prossima costruzione dello stabilimento per assemblare i cacciabombardieri F35».
Si spera nel fatto che la base è americana: i satelliti statunitensi hanno un potenziale elevatissimo nella produzione di immagini ad alta definizione. 
Si spera, si dice... boh... non si sa...
Una cosa è certa: se anche il tentativo del satellite fallirà gli americani si sono già attivati garantendo aiuto alle forze dell'ordine italiane. Sono in arrivo dagli Usa gli agenti Fox Mulder e Dana Scully. Si proprio loro... quelli di X-Files... quelli che risolvono i casi impossibili senza poi poter parlarne neanche con i loro superiori. Pare che anche gli Inglesi sian solidali con lo stivale: secondo voci non confermate pare che Gordon Brown, per non essere da meno degli americani, ha intenzione di inviare a Garlasco niente popò di meno che Dylan Dog, accompagnato da James Bond ... e Mr Been.




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12 ottobre 2007

Tre storie di profonda Italia

L'Italia è ferma. I giovani hanno poca fiducia. Con 500,00 euro al mese non si vive.

di Marco Didio Falco - marcodidiofalco.laformica@gmail.com

Un tempo si diceva che la rassegnazione era dei vecchi, e i giovani, invece, utopisticamente, lottavano per cambiare il mondo. L'utopia, è il credo che da ancora forza flebile a chi prova a battersi per cambiare. Non sovvertire, ma tentare di invertire la rotta.

Ma ecco tre storie emblematiche.

Mica faccio la serva!
Ieri sul tram due ragazze, non più che trentenni, parlano della giornata di lavoro. Lo fanno in modo apatico, da condannate, fino a quando una delle due sbotta: “io per 700,00 euro mica faccio la serva, se mi cambiano di nuovo l'orario non mi presento”. Sicuramente queste due giovani sono frustrate. L'ambiente lavorativo non è un ambiente ideale e certamente il loro prodotto è di scarsa qualità.

Via dall’Italia!
A cena a casa mia un amico parla della delusione del suo lavoro, scarsa retribuzione, nessun aggiornamento professionale e scarse prospettive di crescita. Ma la cosa che più lo amareggia è la rassegnazione diffusa. Per lui l'unica via di uscita è andare altrove, all'estero, la Spagna andrebbe bene.

Le tasse una cosa bella? dovremmo chiedere a quelli che prendono 500 euro al mese!
La terza ed ultima storia l'abbiamo letta su qualche giornale. E' lo specchio di un paese che non corre più, di un paese che, nonostante i tanti sforzi, della gente comune, sembra seduto senza ossigeno. Un paese con tante contraddizioni. Ad esempio i giovani “bamboccioni”, che a 40 anni sono ancora attaccati alla gonna della madre perché, ed è la stragrande maggioranza, non guadagna sufficientemente. E poi un ministro che con i suoi 36.200,00 euro al mese, definisce le tasse una bella cosa, e ad “anta” anni è ancora saldamente seduto su una poltrona.

Tre storie diverse che però denunciano il malessere che gira tra la gente comune che quotidianamente si leva con il buio, utilizza i servizi pubblici inefficienti, e dopo una lunga e spossante giornata torna, con il buio, a casa.

Stando ai dati diffusi durante una audizione al Senato dal direttore dell'Istat ci sarebbe un 46,2% di giovani che non supera i 500,00 euro mensili.

Ci chiediamo, con grande umiltà, come sia possibile una cosa simile. Con grande umiltà chiediamo ai designatori del nascente PD cosa rispondono alla domanda di futuro che reclamano questi giovani vecchi. Come pensano di recuperare il consenso perduto tra la cittadinanza. E' certo che dal PD il paese si aspetta grandi cose. Vuole una riforma delle legge elettorale, reclama stabilità, chiede meritocrazia, modernizzazione per poter di nuovo volare. Il PD sarà una rivoluzione per il composito scenario politico d'Italia, e chi è stato pre-scelto (nel senso di scelto prima dagli apparati), ha poco tempo per mettere mani alle riforme necessarie per modernizzare il paese. Un paese del XXI secolo.




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4 ottobre 2007

101 cose da comperare prima di morire

La guida per tutti coloro che vogliono spendere i propri averi in oggetti di culto di cui circondarsi

di Gian Battista Verando – gbverando.laformica@gmail.com

Da Londra arriva una chicca. Una stravaganza tipica londinese. Una guida, il cui titolo originale è “101 things to buy before you die” , redatta dalle giornaliste Charlotte Williamson e Maggie Davis e che si rivolge a tutti coloro che vogliono spendere i propri averi in oggetti di culto. L'elenco è lungo e vario, si va da una crema per il viso al caviale, fino all’ultimo modello della Vespa, dai jeans realizzati su misura, alla penna Mont Blanc fatta di resina nera e oro a 18 carati fino al mobile con incorporati quattro diversi tipi di forni.

Tra questi - riferisce il Daily Mail - figurano alcuni prodotti tipicamente italiani, come l’aceto balsamico di Modena di Giuseppe Giusti (una bottiglia dai 16 ai 150 euro); la macchina del caffè Gaggia (circa 1.000 euro); un divano realizzato a mano dalla B&B (7.500 euro) e la vespa GTS250 che raggiunge i 120 chilometri all’ora (4.500 euro).

Gli oggetti da avere provengono da tutto il mondo, spaziano in settori di lusso come moda, arredamento e auto e sono pensati sia per gli uomini che per le donne. I primi possono acquistare un paio di jeans Rogan realizzati in maniera etica e solidale (150 euro); un abito di alta sartoria Kilgour fatto a mano e creato in 80 ore di lavoro (3.500 euro); una Aston Martin DB5 guidata da Sean Connery in Goldfinger e di cui esistono solo 855 esemplari (450mila euro); un paio di gemelli Longmire con 7,2 carati di zaffiri (9.600 euro); l’orologio Omega usato da James Bond in Casino Royale (4.500 euro).

Per le donne non mancano le trovate più stravaganti, come appunto la crema antirughe al caviale La Prairie (270 euro); l’abito da sposa su misura di Vera Wang (2.130 euro); la sexy lingerie di Agent Provocateur (una mutanda 37 euro); un valigione firmato Goyard (5.400 euro); una borsa Amishi usata dalle star di Bollywood (210 euro). E ancora cioccolato francese, caffè indonesiano, sigari cubani, porcellana e tè cinesi.




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4 ottobre 2007

La formica opposta - Il Cavaliere: «Veronica nel Pd? Ringrazio Veltroni ma lei non ha mai neanche voluto fare la first lady...»

 

Di LUCA UBALDESCHI -La Stampa-

MILANO

Presidente Berlusconi, il leader in pectore del Partito democratico, Walter Veltroni, ha detto che vedrebbe con piacere una collaborazione di sua moglie, Veronica Lario. Che effetto le ha fatto questa dichiarazione?
«Veltroni ha dichiarato di aver voluto semplicemente esplicitare la sua stima nei confronti di Veronica. Lo ringrazio e ricordo solo che si possono contare sulle dita di una mano le occasioni in cui Veronica ha accettato di uscire dalla sua riservatezza e svolgere il ruolo della “first lady”».

Nelle ultime settimane lei ha molto diradato le uscite pubbliche e le dichiarazioni. Come mai?
«Tutti conoscono la mia avversione e la mia estraneità al “teatrino della politica” e al cattivo spettacolo che spesso offre agli italiani. Avverto la responsabilità di essere il leader di un’opposizione che oggi è maggioranza tra gli elettori e che sta preparando le condizioni per assumere nuovamente la responsabilità del governo, con un programma all’altezza dei difficili problemi che l’Italia deve affrontare. Per questo da un anno e mezzo ho lavorato in silenzio alla costruzione di condizioni politiche che portino a nuove elezioni».

Giorni fa ha detto che in caso di caduta del governo non accetterebbe esecutivi di transizione. Ma non la preoccupa tornare alle urne con la legge elettorale in vigore? Secondo alcuni esperti, anche l'ampio vantaggio che i sondaggi riconoscono alla Cdl potrebbe valere al massimo, con il sistema attuale, pochi senatori in più.
«E’ esattamente il contrario. Con la legge vigente disporremo di una vastissima maggioranza alla Camera e di una vasta maggioranza in Senato. Quello che è avvenuto al Senato nel 2006 è probabilmente irripetibile. Noi abbiamo avuto la maggioranza dei voti, ma a causa di due circostanze – l’errore dei nostri alleati per le candidature all’estero, dove eravamo divisi, e la scelta dei senatori a vita di sostenere il governo – l’Unione ha conseguito quella maggioranza che non aveva ottenuto nelle urne».

Quante possibilità vede, in percentuale, di un voto entro pochi mesi?
«Molte. Non credo che questa maggioranza possa resistere a lungo ai conflitti che si aprono quasi quotidianamente tra le sue opposte anime. La sinistra estrema e massimalista ha ottenuto che entrassero nel programma tutte le sue richieste più demagogiche. I post comunisti e gli ex democristiani di sinistra comprendono ogni giorno di più la distanza che li separa dalla sinistra antagonista e rivoluzionaria. Solo due italiani su dieci concedono ancora credito al governo. E la maggioranza di sinistra, in sedici mesi, ha votato uno dei più forti inasprimenti della pressione fiscale della storia della Repubblica ma non ha prodotto una sola riforma».

E’ vero che Forza Italia ha già varato l'arruolamento di 120 mila scrutatori?
«Contiamo di mettere insieme un esercito di difensori del voto, che possano opporsi alla professionalità delle sinistre negli scrutini delle schede. Le vicende delle ultime elezioni ci hanno dimostrato che è assolutamente necessario presidiare le sezioni elettorali per far rispettare la volontà degli elettori».

Si parla molto della piazza e anche lei ha ventilato la possibilità di una manifestazione per chiedere il voto anticipato. Non si rischia di esagerare nell’invocare il ricorso alla piazza?
«Forse lei non ricorda che nei cinque anni in cui abbiamo governato la sinistra ha agitato la piazza in ogni occasione possibile e immaginabile. Forse, chi di piazza ha ferito, rischierà domani di essere ferito a sua volta. Trovo poi singolare che si riconosca alla sinistra il monopolio della piazza, come se le uniche manifestazioni vere, legittime, spontanee siano quelle che promuove la sinistra. Il 2 dicembre dello scorso anno è sceso in piazza il popolo del centrodestra. Due milioni di persone che hanno dato una splendida e convinta prova di democrazia da cui il governo avrebbe dovuto trarre qualche insegnamento. Per questo stiamo pensando se sia opportuno chiamare ancora in piazza quel popolo proprio il 2 dicembre».

Beppe Grillo e la protesta contro la casta della politica dominano l’agenda di questo periodo. Secondo lei, che cosa farà ora Grillo?
«Non credo che Grillo si proponga di costituire l’ennesimo partito. Verrebbe meno alla sua ragion d’essere. In ogni caso i motivi del rifiuto della politica che vengono portati in piazza da Grillo sono condivisi da tanti cittadini ed originano dal malgoverno della sinistra».

Dopo il caso-Grillo, Romano Prodi ha detto in sostanza che il Paese non è migliore della sua classe politica. E' d'accordo?
«Se il governo fosse lo specchio del Paese, sarei tentato di dargli ragione. Ma, visto che questo governo ha oggi il consenso di meno di due cittadini su dieci, penso che gli italiani non meritino questo paragone e, tantomeno, questo governo».

Fra meno di due settimane il Partito democratico diventerà una realtà. La preoccupa la prospettiva di un partito che potrebbe nascere con la mobilitazione di oltre un milione di italiani?
«Alle primarie del 2006 per scegliere Prodi come premier dell’Unione dissero che sarebbero andati a votare quattro milioni di cittadini e, oggi, per far nascere il primo partito della maggioranza ci si accontenta di un quarto? C’è qualcosa che non mi torna. A me sembra che si cerchi, affannosamente, una legittimazione popolare ad un’operazione decisa soltanto dai vertici dei partiti - Ds e Margherita - per tentare di attenuare la delusione del popolo della sinistra nei confronti del governo Prodi. Vedo il nuovo Partito Democratico più che come un nuovo polo di attrazione, quasi come un nuovo polo di divisione della sinistra: perderà consensi sia al centro che a sinistra. Chiunque dovesse governare (ma non succederà) dovrebbe farlo sempre sotto la spada di Damocle della sinistra comunista. Comunque, auguri!».

Per il centrodestra è definitivamente tramontata l'ipotesi del partito unico? L'idea della federazione a che punto è?
«Stiamo lavorando per mettere le basi di una nuova e più ampia collaborazione di governo, con l’aggiornamento del nostro programma. Questi passaggi concreti garantiranno una maggiore coesione tra alleati in vista di quel grande partito dei moderati che mi piacerebbe consegnare all’Italia come risultato del mio impegno politico. Il popolo del centrodestra ha già dato prova di essere unito. I partiti devono mostrarsi all’altezza delle aspirazioni dei loro elettori».

Negli ultimi mesi si è molto parlato del ruolo di Michela Vittoria Brambilla nel centrodestra e non sono mancate le polemiche. Che ruolo immagina per la leader dei Circoli della libertà in futuro?
«La grande manifestazione del 2 dicembre mi ha dato l’idea di creare i Circoli della libertà per offrire un’opportunità a tutti coloro che vogliono contribuire alla diffusione dei valori e degli ideali di Forza Italia e del blocco liberale senza far parte di un partito politico. Potranno allargare la base popolare del futuro Partito della libertà in cui, spero, confluiranno tutti i partiti moderati realizzando un rapporto federativo anche con la Lega. Michela Vittoria Brambilla ha messo le sue robuste doti di organizzatrice al servizio di questo progetto che non si sovrappone e tanto meno si sostituisce al ruolo di Forza Italia».

Ancora a proposito del Pd. Che cosa risponde a Rutelli che ha definito «panzane» le sue affermazioni secondo cui diversi esponenti della Margherita potrebbero passare con il centrodestra?
«Sono sicuro che i fatti, dopo il 14 ottobre, mi daranno ragione. Con la scomparsa della Margherita gli eletti con quel simbolo saranno liberi di scegliere se entrare nel Partito Democratico sottomettendosi alla prevalenza politica, organizzativa e burocratica degli ex comunisti, oppure di congiungersi ad altre formazioni del centro sinistra o di restare autonomi. Credo che Rutelli debba aspettarsi molte brutte sorprese».




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4 ottobre 2007

Votate il sondaggio di neo-machiavelli.ilcannocchiale.it

Un nostro lettore, redattore del blog http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it,
ci chiede una mano. Voatate il suo sondaggio.

Invitto a votare il mio sondaggio: Orsi uccisi, taglia di 20mila euro, civiltà, intelligenza, etica e giustizia.
“Il Wwf ha messo una taglia di 10mila euro, ( secondo un Tg di oggi la taglia è salita a €20.000), sui responsabili dell'uccisione dei tre orsi marsicani, due femmine e un maschio, ... Giusto, etico, intelligente e civile? Secondo me si, ma molto più giusto, etico, intelligente e civile sarebbe per tutta illegalità con peggiori conseguenze sociale. E secondo voi? (continua: http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1635471 )




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3 ottobre 2007

Palazzi e Bilanci - Mastella: forse noi pagati meno del giusto

 

dichirazione choc del Guardasigilli ripresa dal giornale on-line www.affaritaliani.it

di Gian Battista Verando

La politica vuole avere un ruolo, uno spazio proprio tra il sensazionalismo. Pur di esserci non si bada più a nulla.
"Non so se siamo pagati troppo, probabilmente un po' meno del giusto". Clemente Mastella torna a parlare dei costi della politica nel corso di un suo intervento a un convegno su giustizia, sicurezza e diplomazia. Un giudizio in controtendenza con l'intervento di Napolitano che ha imposto una dieta ferrea per il personale del Quirinale: organici ridotti, stipendi congelati e inchiesta di una "commissione per la riorganizzazione dell'Amministrazione".




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3 ottobre 2007

DOPO 126 ANNI CHIUDE "IL RESEGONE" E DOPO 94 "LUCE"

riflessioni notturne di Wiston Smith - smith.laformica@gmail.com

Leggete, riflettete... respirate e poi date un'occhiata al mio commento di seguito.

(AGI) - Varese, 1 ott. - Venerdi' scorso e' uscito l'ultimo numero, dopo 126 anni di pubblicazione, dello storico settimanale cattolico 'Il Resegone' di Lecco. Ieri e' stata la volta di un altro settimanale controllato dalla Curia milanese: 'Luce' che veniva diffuso nel Varesotto e Alto Milanese. La chiusura dei due settimanali, cui ne faranno seguito quelle di altri, rientra in un piano generale di riorganizzazione editoriale. 'Luce' chiude i battenti dopo 94 anni di attivita' e la societa' che lo gestiva e' stata messa in liquidazione.
 "Quando il 10 giugno 1996 iniziai una nuova esperienza professionale come direttore di 'Luce', non avrei mai immaginato di dovere un giorno scrivere un editoriale che riunisse sotto lo stesso titolo il saluto ai lettori e l'annuncio della sospensione della pubblicazione del nostro settimanale", scrive Saverio Clementi, Direttore responsabile del settimanale che con la sua chiusura lascia a casa cinque giornalisti, due tecnici ed altrettanti amministrativi. Nel suo editoriale Clementi definisce "incomprensibile" la scelta di chiudere il settimanale. "Non la condividiamo e non l'abbiamo mai condivisa, avendo la consapevolezza che il giornale si poteva salvare". Il Direttore, inoltre, conclude: "Paghiamo l'esclusione da salotti e centri di potere la cui frequentazione e' spesso condizione indispensabile per attingere a prebende di varia natura, ma abbiamo anche voluto sottolineare la nostra diversita' nel fare un'informazione non gridata ma di qualita'".

Ho riflettuto, respirato profondamente... e penso:
Allora ci sono le lobby della stampa!
E poi mi chiedo:
Quando il direttore di "Luce" ammette "paghiamo l'esclusione da salotti e centri di potere la cui frequentazione è spesso condizione indispensabile per attingere a prebende di varia natura", ci sta per caso dicendo che i contributi statali a "certe" testate vengono distribuiti grazie alla politica?

E noi che ci illudiamo ancora che possa nascere una informazione "non pilotata", che faccia quella vera informazione che vorremmo e non ci distragga dalla realtà effettiva...




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