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10 ottobre 2007

L'Uranio impoverito ha ucciso 37 militari italiani

Ben 255 militari hanno contratto malattie tumorali. Tra quelli colpiti 161 sono dell'Esercito, 47 della Marina Militare, 26 dell'Aeronautica e 21 dei Carabinieri 

di Winston Smith - smith.laformica@gmail.com

L'ultima notizia rimabalzata sulle emittenti nazionali, sui portali delle grandi e piccole testate italiane. Ben 55 testate on line hanno riportato la notizia dell'intervento del ministro della Difesa Arturo Parisi.
Torna così d'attualità il tema dell'uranio impoverito. Gli armamenti ad uranio impoverito non sono stati «mai utilizzati, nemmeno nei nostri poligoni da altri», ha spiegato Parisi. La contaminazione sarebbe avvenuta in alcune aree critiche, dove l’uranio impoverito era stato utilizzato da altri eserciti. «Sono in totale 255 i militari che hanno contratto malattie tumorali – spiega il ministro – e che risultano essere stati impegnati all'estero nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq e in Libano nel periodo 1996-2006. Di questi militari, 37 sono morti». Dei 255 colpiti da tumore,161 appartengono all'Esercito, 47 alla Marina militare, 26 all'Aeronautica e 21 ai Carabinieri.

E' valsa la pena mandare "al macello" i nostri giovani militari? Ragazzi criticati dalla massa dei benpensanti che rinfacciavan loro: «Prenderai fior di quattrini, con i quali comprerai una macchina nuova, con soli tre o quattro mesi di missioni all'estero». Molti di questi ragazzi sono andati in missione per sbarcare in lunario, illusi dell'assenza di qualsiasi pericolo. Invece oggi si ritrovano a combattere con dei "mali incurabili". Cosa pensano le masse di "critici benpensanti" ora? E come si comporterà il governo, nei confronti dei 37 martiri della scellerata politica della classe dirigente italiana? Cosa farà lo Stato per impedire che i 225 militari colpiti da malattie tumorali non diventino altrettanti martiri? E... con quale faccia può, un politico italiano, presentarsi e portare giustificazioni alle famiglie di queste persone? Con che coraggio, sopratutto ci proveranno...

Queste "missioni di guerra", poichè di pace spesso non sono, non servono allo stato italiano, anche perchè attirano antipatie da tutto il mondo. Non sono servite ai nostri giovani militari, nè alle loro famiglie...tanto perchè la nostra costituzione è ancora in vigore: 
Art. 11.: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.







permalink | inviato da WSmith il 10/10/2007 alle 1:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

6 ottobre 2007

Riassumete un morto

 

di Gian Battista Verando - gbverando.laformica@gmail.com

La giustizia arriva sempre, non importa quando, come, con che risvolti. L'importante è trarre il dado. Questa che segue è una storia triste e brutta, una storia di ordinaria burocrazia. Il signor Gianpietro Caredda, dopo 29 anni di insegnamento, benché fosse assente giustificato, perché gravemente malato, venne licenziato. Il professor Caredda, non resse all'umiliazione e decise di farla finita. E a questo punto emergono le lacune della burocrazia. Infatti due giorni dopo la morte per il professore arrivò la sospensiva del provvedimento del Ministro della Pubblica Istruzione, che accoglieva la richiesta dell'avvocato del docente. Ora undici anni dopo giunge la sentenza dei giudici amministrativi che ingiungono allo Stato pure di pagare i 2500,00 euro di spese processuali. Insomma il professor Caredda secondo i giudici amministrativi dovrebbe essere reintegrato. Ma ahimé il professore è morto.




permalink | inviato da WSmith il 6/10/2007 alle 1:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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