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25 ottobre 2007

"Omosessuali si nasce" campagna-choc con bebè

Lotta alle discriminazioni sessuali, la Regione sceglie l´immagine di un neonato

Il manifesto della campagna contro lomofobia 
Il manifesto della campagna contro l'omofobia

di Marzio Fatucchi

«I bambini vanno accettatati così. Per quello che sono». E´ questo il motivo che ha portato la Regione Toscana a realizzare la foto che lancia la campagna contro l´omofobia. In una Regione considerata gay-Friendly, ma che ha registrato numerosi casi di violenza contro gli omosessuali, il messaggio della campagna è quello di bambino appena nato, sfuocato ed irriconoscibile, con in primo piano il braccialetto in cui è scritto: «Homosexual». «Raccapricciante: strumentalizzare i neonati per far passare l´idea che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata dei bambini è un atto fuorviante e vergognoso sotto il profilo scientifico, politico e sociale» commenta Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera. «L´opposto: l´Italia si adegui alla Toscana» gli ribatte il presidente dell´Arcigay nazionale, Aurelio Mancuso.

«Un esempio da seguire» incalza il deputato Franco Grillini. «Ricorda quelli del ventennio vestiti da balilla con il fez» insiste il leghista Massimo Polledri. Ma perché un bambino? «Il messaggio è ch l´omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile e da rispettare» spiega Alessio De Giorgi, consulente della Regione contro le discriminazioni sessuali, che ha presentato la campagna con l´assessore regionale Agostino Fragai e Paolo Chiappini della Fondazione Sistema Toscana: la foto, già utilizzata dalla fondazione canadese Emergence, sarà uno dei punti di forza delle iniziative contro l´omofobia lanciate durante il Festival della creatività. «Affrontare le discriminazioni sessuali -affermat Fragai - non toglie nulla, né in termini di tempo né di risorse, ad altri problemi. Una società più coesa, che non discrimina, assicura più diritti per tutti». La Toscana è stata la prima Regione a approvare una legge antidiscriminazione (poi bloccata dalla Consulta), investe 50mila euro l´anno in iniziative e interventi per prevenire le discriminazioni in ambito sanitario, fornisce aiuti all´inserimento professionale a trans e transgender, sta promuovendo corsi contro il bullismo omofobo nelle scuole.




permalink | inviato da WSmith il 25/10/2007 alle 1:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 ottobre 2007

18 ottobre la Giornata nazionale della sordità

AirsGovedì 18 ottobre torna la ''Giornata nazionale A.I.R.S. per la lotta alla sordità'', 250 ospedali con l'A.i.R.S. per ''Dare ascolto alla sordità''. Giunta alla quinta edizione, la Giornata vuole sensibilizzare sul problema dei disturbi uditivi di cui soffre il 12% della popolazione italiana, pari a circa sette milioni di persone.

Più di mezzo milione sono invece le persone adulte con sordità grave invalidante, mentre oltre mille sono i bambini che nascono ogni anno con sordità congenita. L'iniziativa voluta dall'Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità vuole quindi aumentare il livello di conoscenza delle opportunità di prevenzione e sensibilizzare l'opinione pubblica.

Per questo motivo, per la Giornata del 18 ottobre, ha coinvolto 250 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale che forniranno una valutazione clinica gratuita dell'udito e daranno agli interessati informazioni di base utili alla migliore conoscenza del problema sordità. Tutte le informazioni sulla ''Giornata nazionale A.I.R.S. per la lotta alla sordità'' e l'elenco degli ospedali che aderiscono all'iniziativa sono disponibili sul sito Associazioneairs.it.




permalink | inviato da WSmith il 17/10/2007 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

17 ottobre 2007

Croce... e martello?

Come sarà il nuovo simbolo del Partito Democratico? Concorso de La Formica per premiare il logo più "mattacchione

di Winston Smith - smith.laformica@gmail.com

Croce e martello? Falce ed ombrello? Falcetto e crocifisso? Che ne sarà dei simboli di Margherita e Dmeocratici di sinistra? Molti credono che il simbolo dell'ulivo, che ha raccolto i membri dei due partiti fino alle ultime consultazioni elettorali, verrà surclassato da qualcosa di nuovo. I manifesti già si sono tinti di arancio... quelli della margherita erano gialli, quelli dei Ds rossi... ma che bravi: hanno mischiato i colori... e non solo!
Bando alle polemiche, noi che siamo goliardici non poco, manco a dirlo, abbiamo indetto un concorso:

"Il tuo Pd - un logo per grande progetto"

scrivici all'indirizzo: smith.laformica@gmail.com e inviaci una immagine con il tuo logo del Pd, corredato di commento. In premio un account (personalizzato con pseudonimo) a Gmail e la possibilità di scrivere su questo blog.

Io ho già fatto la mia parte:





permalink | inviato da WSmith il 17/10/2007 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 ottobre 2007

Requiem*

 

Una cerimonia dei fatti degni di nota che hanno accompagnato le ultime giornate di tanti cittadini e lavoratori

di Marco Didio Falco - marcodidiofalco.laformica@gmail.com

Il nostro diario di oggi potremmo chiamarlo “il diario dei due mondi”. Già un diario che parte da oltre oceano e giunge fino a noi per congiungersi con fatti ed eventi dell'Italia. L'Italia che non va.

Il primo fatto è la giornata dell'orgoglio italiano, nell'ambito del Columbus Dei, e che ha visto sfilare persone e prodotti di un'Italia grande e parsimoniosa. A dire il vero tra i prodotti, e ne abbiamo visto sulla rete e su qualche quotidiano le immagini, spiccava anche il Ma su una Maserati bianca. Qualche maligno ha commentato ma quale orgoglio!

Il secondo fatto che ci arriva dall'altra parte di mondo, è la storia bella, la storia grande, la storia che ci riempie d'orgoglio. Una storia che ha un nome ed un cognome. Mario Capecchi. La sua è una grande storia umana, una storia a lieto fine che tanti di noi sognano di vivere o per lo meno sentire raccontare. Mario Capecchi, ha ricevuto il Premio Nobel per la medicina e fino a qualche giorno fa è stato un emerito sconosciuto, anzi conosciutissimo agli addetti ai lavori ma ignorato dai più. Il professor Capecchi, come ha raccontato a Maurizio Molinari, corrispondente de La Stampa in terra americana, non ha avuto vita facile. Figlio di un militare dell'aviazione d'Italia e della poetessa Lucie Ramburg, impegnata contro il fascismo e poi deportata a Dachau, aveva soltanto quattro anni e mezzo quando si trovò solo in mezzo alla strada. Ha vagato nelle città distrutte ed affamate, bambino, alla ricerca di cibo e con l'unico pensiero: sfuggire ai pericoli e sopravvivere. Quando è stato rintracciato dalla madre il 6 ottobre 1946 in un ospedale di Reggio Emilia, il giorno del suo nono compleanno, ha iniziato il viaggio verso la nuova vita: Lamerica. Ieri come si è diffusa la notizia da molte parti è iniziata la brutale pratica dell'accaparramento. Capecchi, come Levi Montalcini prima, e come tanti altri sconosciutissmi, appartiene a quella schiera di figli italiani costretti ad andar via. Un esilio volontario si, ma obbligato. Per vivere, per realizzare i sogni, per fare. Del resto il nostro è un paese dove ancora non è giunta la rivoluzione democratica e meritocratica. Siamo un paese fermo, burocraticamente e privilegiosamente al 1797. Siamo il paese dei figli di Ma, di Pa, di Mo, di Ba ma poi il “la” lo danno sempre i figli dei poveri cristi. Viva Capecchi Mario.

Da Lamerica all'Italia per altre due storie.

La prima è la storia di un grillo, uno di quelli parlanti, come l'abbiamo letto nelle pagine del Pinocchio e visto nel film. Un grillo parlante appunto. Un grillo che parla dei sacri confini patri e di Rom ignorando il fatto storico. Senza domandarsi:perché i Rom sono così? Perché sui Rom si è sempre rovesciata la colpa del genere umano? Forse perché i Rom non hanno patria, non posseggono terra, non hanno un esercito ne i carri armati. I Rom sono grandi musicisti, artigiani, allevatori. I Rom hanno subito l'affronto dello sterminio e del genocidio per mano di un pazzo furioso che si chiamava Adolfo, che per preservare i confini patri invadeva sempre per primo i vicini paesi sovrani.

Non serve arringare gli illuminati affinché si esercitino al gesto del vaffa. Neppure far nascere capipopolo, senza storia e senza programmi che arringano e poi finiscono con l'occupare un posticino. È necessario tornare a riflettere, a ripensare la società, magari, confrontandosi ed ignorando quei fenomeni da circo che, approfittando dell'antipolitica e del malcontento, si trasformano in mostri e arpie del potere.

L'ultimo fatto che vogliamo presentare a conclusione di questo requiem, è legato a Michele Santoro e alla sua storia che lui stesso riassume in modo chiaro ed incontrovertibile in una intervista al giornalista Barenghi. Una specificazione magistrale del giornalista ed Eurodeputato tratta dalla conversazione:

“Perchè sono tutti immersi fino al collo in quella che io chiamo la malattia del sistema, incarnata da Berlusconi. Il quale per me non è un demonio, anzi tra i politici è pure quello più simpatico”...

ovviamente la chiacchierata tra Santoro ed il giornalista continua, ma per oggi il requiem è finito e se ce la farete state in pace.

· nota al lettore

ll termine requiem che da il titolo a questo pastone è da intenderlo come una composizione musicale che utilizza gli inni propri dei riti cattolici (o altro cerimoniale religioso) con una trama musicale.




permalink | inviato da WSmith il 9/10/2007 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

6 ottobre 2007

W, quando V incontra V

di Gian Battista Verando - gbverando.laformica@gmail.com 

Il Partito Nuovo, il Partito Democratico, entra nel vivo della competizione. A dieci giorni dalle Primarie il candidato Veltroni scuote il clima addormentato, soprattutto il lato femminile, della competizione. Lo fa con una proposta. Veronica Lario in Berlusconi entri nel PD. Inutile dire cosa ha scatenato una proposta del genere. I compagni, gli amici, ma soprattutto le amiche-compagne, non credevano a quanto letto. Molti l'hanno presa a ridere, altri si sono limitati alla battutaccia “si sta berlusconizzando” altri ancora sconsolati “ci ha deluso”. Personalmente giudico la trovata niente male dal punto di vista strategico, il candidato in pectore alla guida del nascituro Partito D con questa dichiarazione ha raggiunto due obiettivi: sparigliare le carte nel campo avversario e catturare l'attenzione dei media, ma soprattutto a ridare smalto alla componente donna. Anche il magazine scelto non è a caso. Anna.

Ma consideriamo il lato D del nuovo Partito. La proposta che ha fatto Veltroni ha cementato la componente delle donne, rendendola di nuovo grintosa e protagonista. Per rendere l'idea del nuovo clima che si respira la citazione di Laura Pennacchi, infaticabile parlamentare: “ Un buon modello? Mia madre, che teneva in vita nove figli con lo stipendio di mio padre operaio”. La dichiarazione della Pennacchi è bella e viva. Appartiene ad una società lontana comunque oggi di nuovo attuale. É sincera e rappresenta la pasta vera di molte donne, che pur di tirare avanti la carretta si fanno in quattro.




permalink | inviato da WSmith il 6/10/2007 alle 1:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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