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Salari bassi, colpa della precarietà? Ma forse anche di altro...

Se, gli italiani non arrivano più a fine mese, per il Ministro della Solidarietà è solo colpa della precarietà sul lavoro... allora veramente la classe politica italiana vive in un'altra dimensione.

di Winston Smith - smith.laformica@gmail.com

Dobbiamo necessariamente arrivare ad una conclusione e in fretta, così possiamo decidere per il nostro futuro. Il punto è: o la classe politica che abbiamo votato (si perchè sono uno dei coglioni che l'ha votati questi, credendo che fossero di sinistra) proviene da un'altra dimensione... anzi vive in un'altra dimensione, oppure ci vogliono prendere per il...diciamolo: per il culo. 

Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, parlando di salari troppo bassi e di necessità di aumentare redditi e consumi, puntando sull'istruzione dei giovani che, non devono pagare il prezzo della flessibilità del lavoro, avrebbe suscitato reazioni, alquanto discutibili, dal mondo economico e dai sindacati, in piazza durante la manifestazione del dissenso degli statali. (Piccola parentesi sugli statali: se andiamo a vedere a quanto ammontano gli incrementi di stipendio per questa categoria, trattata peggio degli operai - con rispetto per questi ultimi, si intende - ci viene da ridere ... ma agli statali vien da piangere!).

Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà (solidale con se stesso e con i suoi simili) ritiene che la causa dei bassi salari, sia la precarietà nel mondo del lavoro. Ma chi è sto genio? Nessuno ancora riesce a dire pubblicamente che l'entrata dell'Italia nell'unità monetaria europea ha fatto più danni che altro? Nessuno pubblicamente chiede, e si dovrebbe farlo a gran voce, il controllo sui prezzi al consumo? Spiegateci perchè una giacca North Face (la marca non la citiamo per pubblicità) viene pagata al consumatore "l'ira di dio" in Italia, mentre in Mongolia costa l'equivalente di 30 euro. Considerato che il luogo in cui la producono è lo stesso (e non è di certo la Mongolia) dovrebbe costare non proprio 30 euro in Italia, ma quasi...
L'Ungheria... che nostalgico paese... fa parte della Comunità Europea, ma non ha aderito all'unione monetaria. Budapest, ottima capitale per una vacanzina a capodanno: costo del soggiorno...256 euro volo, vitto e alloggio compresi...Secondo chi c'è stato: con l'equivalente di 100 euro in fiorini ungheresi ci campi per una settimana... Ciò significa che l'Euro, non arrivando in Ungheria, ha salvato questa nazione dal tracollo. Noi italiani dobbiamo invece sempre seguire l'onda, credendo di rimanere arretrati...

Sui salari, sulla precarietà è intervenuto anche Paolo Cento (cento euro), sottosegretario all'Economia. A Repubblica ha dichiarato: «I problemi esposti oggi da Mario Draghi sono condivisibili, ma occorre coerenza, riconoscendo il fallimento delle politiche liberiste e la necessità di aprire una nuova stagione di redistribuzione delle risorse, anche usando la leva fiscale, e di un intervento sui profitti; le scelte fatte dal governo e dalla maggioranza negli ultimi mesi sono improntate alla consapevolezza dei problemi esposti da Draghi ma resta ancora incomprensibile la scelta di non intervenire sulla tassazione delle rendite. Inoltre, l'aumento dei consumi non è affatto una ricetta perché i nodi restano quelli della qualità dello sviluppo ecocompatibile».

Se c'avete capito qualcosa, fateci un fischio. Aumento dei consumi? Forse non abbiamo capito bene... o forse abbiamo capito benissimo e l'impressione è sempre quella che ci prendano per il culo. Ma chi deve aumentare i consumi? Non certo gli italiani... anche perchè se aumentano i loro consumi la nazione finisce veramente come l'Argentina. 

Guglielmo Epifani, sempre a Repubblica ha dichiarato, qualcosa forse indotto dal senso di malcontento generalizzato della popolazione: «Tutti dicono le stesse cose, poi però dicono che i margini non ci sono. Bisogna invece che chi ha responsabilità, oltre a dire come noi che c'è un problema, dia anche delle indicazioni per risolverlo. Noi chiediamo meno fisco per il lavoro dipendente, equità e rinnovi dei contratti nei tempi giusti. Non si può non usare il fisco per il lavoro, rimandare i contratti e poi lamentarsi dei salari che sono troppo bassi. Questo è inammissibile». Su quest'ultima frase diamo ragione ad Epifani, ma sopratutto: a lamentarsi dei salari bassi, non possono essere di certo politici e governatori di banche nazionali... è il colmo!
Cioè si lamentano dei salari bassi, quelli che hanno stipendi da favola? E come puoi sbagliarti? Siamo in Italia...

La classe politico - dirigente è totalmente scollata dalla società italiana, ma sopratutto estranea a quelli che sono i reali problemi della nazione. In meno di un mese: un vecchietto è stato sorpreso in un supermarket dopo aver rubato un pacco di pasta, è poi scoppiato in lacrime dicendo che non ce la faceva ad arrivare a fine mese; un uomo si è suicidato perchè non riusciva a pagare il mutuo; un padre di famigli ha fatto prostituire sua moglie, madre di due bambini di 7 e 8 anni. E' vero che ci sono famiglie che per mantenere "i vizi" contraggono debiti ovunque, senza badare troppo a quello che potrebbe accadere. Ma è anche vero che tre casi del genere sono veramente troppi in poco più di un mese. Non bastano come campanello d'allarme?
Qualcuno ha detto: sono casi isolati. Già, sono isolati forse solo perchè la maggior parte degli italiani in crisi, mostra ancora di avere una dignità ed evita di compromettere la propria reputazione, sforzandosi di non andare a rubare o fare altre "cazzate".

La classe politica si è sostituita alle classi nobili di tempi ormai andati. Non è così? Allora perchè percepiscono stipendi da favola? (la politica italiana costa più di quella della Casa Bianca). Dopo il mandato un politico va in pensione, con un mensile da capogiro... manco avesse versato i contributi. Un poveraccio dopo 40 anni di duro lavoro, va in pensione con una miseria. E poi ci vengono a parlare di stipendi bassi. Ma andassero a cagare... scusate: ma quando ci vuole ...ci vuole!

Poi ne parlano pure in televisione, credendo che non riusciamo a stupirci. Sentendoli ci cadono continuamente le braccia... e pure qualche altra cosa.

Se si va di nuovo a votare, "non voto"... tanto i membri dell'oligarchia politica italiana, oggi, si son ridotti a farsi la guerra come tra Guelfi e Ghibellini... e il popolo sta sempre sotto a guardare. La politica è come il calcio: tifiamo per una squadra, ma se vince o perde... a noi poveracci cosa ce ne viene in tasca? Nulla...


Pubblicato il 27/10/2007 alle 2.8 nella rubrica Formicolio.

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